New York Story Landscape

APPARTAMENTO – NEW YORK – 18.20
L’appartamento è silenzioso. Si sente il rumore dell’acqua scorrere
provenire dal bagno.
Carlo esce dalla stanza da letto e si avvia in direzione del bagno.

CARLO
“ancora in acqua?..”
LORENZO
“si..”
CARLO
“dai..furbetto..esci!”
LORENZO
“ancora 5 minuti..”

Lo sguardo di Carlo si posa sul figlio di sei anni.
Un sorriso di curiosità lo pervade.

CARLO
“Lore…ma lo sai che le api stanno scomparendo?”
LORENZO
“no…veramente?”
CARLO
“e si..tra una ventina di anni c’è il rischio di non vederle proprio più..”
LORENZO
“e…e…e per cui non ci saranno più i fiori”
CARLO
“e si”
LORENZO
“e senza fiori…non ci saranno più i frutti..”
CARLO
“e..si..”
LORENZO
“e senza frutti le piante cominceranno a scomparire..”
CARLO
“e si..alcuni specie di piante spariranno..”
LORENZO
“e allora..sprofonderemo in un mondo buoi..”

Carlo rimane a guardare Lorenzo. Sapeva della sua passione
per la scienza ma non con queste capacità.

CARLO
“b’è..dai..potremmo andare a vivere su qualche altro pianeta..
tipo..che ne sò..la Luna!”
LORENZO
“e no..Papà. la Luna proprio no! la Luna condiziona le maree e
porteresti altri problemi alla terra..”
CARLO
“ah..si è vero…mm..b’è allora potremmo andare a vivere su qualche stella..Giove
..Saturno..”
LORENZO
“Non ci siamo Papà. Innanzitutto queste stelle sono lontanissime. Poi Giove
Saturno o Nettuno non sono composti di roccia in superficie e soprattuto
hanno una maggior forza di gravità. Finiremmo subito come le frittelle
della Mamma la mattina…bla..”

Gli occhi di Carlo si spalancano.

CARLO
“ah..si è vero…mmmm..b’è allora potremmo andare a vivere su Marte..”
LORENZO
“e no Papà..ancora peggio. L’unico pianeta in cui l’uomo può vivere è
la terra..gli altri pianeti sono o più freddi o più caldi..”
CARLO
“mm..e si…lo sapevo volevo metterti alla prova…eh.
bè…visto che sai tutte queste cose..intelligentone!!!
allora tu cosa proponi?”

Una grossa risata di Lorenzo rimbomba in tutto il locale. Aveva notato l’imbarazzo del Papà.

LORENZO
“..bè..Papà..salviamo le api..”

 

by Davide Traina