Consonno project

Landscape

Le “rovine contemporanee” non sono un fenomeno segnatamente italiano, il concetto di Junkspace, come “residuo” della modernità che usa e getta il territorio così come qualsiasi altra risorsa a disposizione, è stato già ampiamente delineato da Koolhaas. Tuttavia in Italia si manifesta in modo peculiare, intrecciandosi con il complesso contesto sociale, politico e culturale.

Oggi il vasto interesse che si riscontra in molteplici ambiti disciplinari denota la diffusa presa di coscienza sulla necessità di intervenire sul problema. Le soluzioni di riuso, tuttavia, restano al di fuori dei circuiti economici tradizionali e si attivano quasi sempre grazie ad iniziative pubbliche o di associazioni senza fini di lucro, per senso civico o per la volontà di migliorare la condizione urbana o proteggere determinati paesaggi. Per questo motivo le pratiche di riuso devono saper leggere il contesto ed integrarsi nei circuiti sociali che chiedono spazi per bisogni inesprimibili nella città contemporanea: il bisogno latente di fare comunità, il mondo della cultura, dell’arte informale e delle economie marginali. Con questi presupposti emerge la necessità di avvalersi di strumenti di programmazione culturale, come il “Cultural Planning”, capaci di leggere il territorio nella complessità del suo contesto (lat. Con-tèxtus: tessuto insieme, intrecciato) ed elaborare strategie di ampio raggio per mettere a sistema le potenzialità e le risorse a disposizione, definendo come strategico il ruolo della cultura nella rigenerazione dei paesaggi dell’abbandono.

Il progetto elaborato consiste nella valorizzazione e parziale riuso del contesto edilizio abbandonato di Consonno, una frazione del Comune di Olginate.

Consonno ha avuto tre vite: fin dalla sua nascita in epoca medievale è stato un piccolo villaggio a vocazione rurale, poi trasformato in “Città dei balocchi” da un improbabile nobile lombardo ed infine abbandonato a seguito al fallimento del progetto imprenditoriale. Oggi Consonno è in stato avanzato di degrado ma conserva un certo fascino dovuto alla stratificazione di storie ed eventi del suo recente passato, emblematici anche della storia italiana di quest’ultimo sessantennio. Il progetto propone, in collaborazione con diversi attori, la costituzione di un luogo per la cultura, l’arte e la memoria, tra le rovine di Consonno: un “Parco delle Rovine”, luogo della “difesa” di oggetti capaci di far scaturire idee (lat. parcus: coprire, riparare, difendere e lat. ruina da ruere: precipitare, cadere, abbattere o (Flick) scr. rùta: “fare impeto”). Il programma architettonico prevede la costituzione, tramite il riuso delle strutture esistenti, di spazi esposivi, sale per seminari e conferenze, spazi studio oltre che di una struttura ricettiva di supporto e di un “Giardino della memoria”: un campo di grano seminato tra i resti dell’antico borgo.